Coronavirus: la conference call del Direttivo della Confraternita tra le misure adottate per arginare il contagio.

In ossequio ai recenti provvedimenti emanati dal Governo anche la nostra Confraternita sta responsabilmente combattendo la sua battaglia contro il Coronavirus.

L’apertura al pubblico della nostra chesa è stata ridotta al minimo e gli accessi sono rigorosamente controllati per assicurare il rispetto della distanza minima tra i visitatori.

Ma la misura più significativa è l’introduzione della conference call che ha temporaneamente sostituito le riunioni mensili del Consiglio Direttivo nella nostra casetta sopra la sacrestia.

Il collegamento via Skype tra gli undici componenti della Direzione ha avuto luogo il giorno 11 marzo dalle ore 21,00 alle 22,05 su un nutrito ordine del giorno tra cui l’approvazione del bilancio consuntivo 2019.

In ossequio all’antico adagio popolare del “tutto il mal non vien per nuocere”, possiamo affermare che il Coronavirus ha costretto anche i confratelli più riottosi ad avvicinarsi alle nuove tecnologie di comunicazione via web, con risultati lusinghieri sia in termini di velocizzazione dei processi decisionali, che di riduzione dei disagi causati dalla necessità di dover uscire di casa per raggiungere il luogo della riunione.

Un esperimento indotto da una situazione emergenziale che ha comunque rilevato alcune positività destinate ad essere vieppiù apprezzate col progredire dell’alfabetizzazione informatica.

Il Coronavirus demiurgo di nuovi e mutati rapporti sociali o portatore della sindrome di Hikikomori nell’immensa vastità del web?

Tutto può essere, ma per noi l’importante è mantenere il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione come egregiamente descritto nelle regole millenarie che ispirano le nostre azioni all’interno della Chiesa cattolica.